DSTAtlante di micropaleontologia
Atlante

Nannofossili
Foraminiferi
 :: Guscio Porcellanaceo
 :: Guscio Calcareo - Bentonici
 :: Guscio Calcareo - Planctonici
Ostracoda
Tintinnina
 :: Calpionelle
Alghe Calcaree
 :: Cianoficee
 :: Rodoficee
 :: Clornoficee
 :: Charoficee
Microfossili silicei
 :: Radiolari
 :: Diatomee
 :: Silicoflagellati
Microfossili fosfatici
 :: Conodonti
Microfossili organici
 :: Dinoflagellate
 :: Acritarchi
 :: Chitinozoi
 :: Spore e Pollini

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I Foraminiferi sono protozoi marini con una cellula notevolmente strutturata, rivestita esternamente e protetta da un guscio generalmente mineralizzato, che può raggiungere dimensioni eccezionali per un organismo unicellulare (fino a 11-14 cm di lunghezza) e fossilizza facilmente. Sono noti a partire dal Cambriano e hanno tuttora ampia diffusione negli oceani, con taxa viventi nelle più diverse condizioni ambientali (temperatura, profondità, tipo di fondale ecc.). In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantità tale da formare imponenti spessori di roccie, assumendo importanza litogenetica. Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi, associati a Nannofossili calcarei e/o Radiolari. Gli studi ecologici hanno dimostrato inoltre anche l'importante ruolo dei Foraminiferi negli ecosistemi marini, come parte della meiofauna e come una consistente fonte di cibo per molti altri organismi. Per questi motivi, ed in particolare per il loro ampio record fossile e l'importanza litogenetica, rappresentano uno dei gruppi di microfossili con le più ampie applicazioni agli studi geologici. Le analisi biostratigrafiche si avvalgono, in sedimenti formatisi in acque marine poco profonde, di biozone basate sui grandi Foraminiferi bentonici, quali le Fusuline per il Carbonifero e Permiano, Orbitoline per il Cretaceo, Alveoline ed Orbitoidi per il Cretaceo e Paleogene, Nummulitidi per il Paleogene. In sedimenti pelagici, dal Cretaceo fino al Pleistocene, vengono utilizzate biozonazioni estremamente dettagliate basate sui Foraminiferi planctonici. Altri esempi di applicazioni dei Foraminiferi sono lo studio delle variazioni climatiche, utilizzando le oscillazioni nelle frequenze di specie di acque calde o fredde, la stima delle paleotemperature, basata su analisi isotopiche dei gusci, le ricostruzioni del percorso ed intensità delle paleocorrenti, le ipotesi sulla profondità di sedimentazione delle roccie, basate sulle associazioni bentoniche tipiche di differenti zone batimetriche. Fra le applicazioni più recenti, che escono dal campo prettamente micropaleontologico, vi è l'uso dei Foraminiferi per studi su ambienti attuali (aree marine protette, aree inquinate o in risanamento ecc.), in cui alcune specie bentoniche, molto sensibili alle variazioni di temperatura, quantità di nutrienti, ossigenazione ecc., possono dare rapide informazioni sullo stato di "salute" dell'ambiente.
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